“Ho rischiato la vita”, Cesare Cremonini: cosa si nasconde dietro il suo sorriso

Cesare Cremonini ha fatto sold out ad ogni concerto del tour estivo che lo ha visto protagonista da Bologna a Imola, passando per Firenze, Bari, Roma. Anni di successo racchiusi sul palco, ma cosa si nasconde dietro a quel ragazzo dei colli bolognesi? C’è un retroscena che nessuno conosce

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Cesare Cremonini e il retroscena sul suo passato (Instagram) ESCLUSIVA.COM

Ha iniziato la sua carriera poco più che ventenne, insieme ai Lunapop per poi intraprendere un percorso da solista che gli ha fatto conquistare nel corso degli anni la stima e l’affetto di milioni di fan che oggi lo supportano e seguono in ogni situazione.

Cesare Cremonini non è un artista comune, è un cantante che racchiude generazione dopo generazione in un tornado di emozioni. Ogni brano è diverso dall’altro e ogni concerto è come se fosse il primo. Eppure, dietro quello sguardo spavaldo si nasconde qualcosa che nessuno conosce, un retroscena che ha toccato profondamente il ragazzo dei colli bolognesi.

Cesare Cremonini, si lascia andare ad una confessione inaspettata

Dopo anni in standby a causa dell’emergenza sanitaria, Cesare Cremonini è tornato a fare i concerti in giro per l’Italia. Uno spettacolo dietro l’altro, da Bologna a Imola, passando per Bari, Firenze, Roma.

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Cesare Cremonini sorridente (Instagram) ESCLUSIVA.COM

Un turbine di emozioni che ha fatto vivere agli spettatori due ore e mezza di assoluta leggerezza e meraviglia che da tanto tempo mancavano nelle vite di ognuno. Che sia bravura, talento, intraprendenza, Cesare riesce sempre a fare centro e a lasciare il segno.

Quell’aria da ragazzo che non ha voglia di crescere, è l’eterno peter pan, lo rende unico e inimitabile. Ma c’è un dettaglio che fino ad oggi nessuno ha conosciuto sull’artista più amato degli ultimi tempi.

“Venivo da due anni di ossessione feroce per la musica. Sempre chiuso in studio, anche la domenica. Smisi di tagliarmi la barba e i capelli. – ha raccontato Cremonini a cuore aperto al Corriere della SeraSuperai i cento chili. Non facevo più l’amore, se non da ubriaco”.

Poi ha spiegato: “C’è una canzone, Nessun vuol essere Robin, per la quale ho rischiato la vita. Come mi disse lo psichiatra: una pallottola mi ha sfiorato. Sentivo di avere dentro di me una figura a me estranea. Quasi ogni giorno, sempre più spesso, sentivo un mostro premere contro il petto, salire alla gola”.

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Cesare Cremonini sorridente (Instagram) ESCLUSIVA.COM

“Mi pareva quasi di vederlo. La diagnosi era: schizofrenia. Percepita dalla vittima come un’allucinazione che viene dall’interno. Un essere deforme che si aggira nel subconscio come se fosse casa sua”. Ha concluso.

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